La maledizione delle banconote da 500

24 novembre 2011
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Il bigliettone viola sparirebbe di fatto se il governo Monti dovesse mettere in pratica uno degli impegni anti evasione e rendere tracciabili tutti i pagamenti sopra quota 300. Secondo i dati ufficiali della Banca centrale europea, i pezzi da 500 che girano nell’eurozona sono in continua crescita e rappresentano un terzo sul valore totale della moneta unica circolante. Come è possibile, allora, che quei bigliettoni viola siano una rarità? Secondo Vittorio Ravà, amministratore delegato del Casinò di Venezia, circolano eccome: «E per questo – dice – metterli di fatto al bando sarebbe uno strumento sbagliato per un obiettivo giusto».  Perché? «Quel taglio è usato da molti turisti che arrivano in Italia, specie quelli russi. Se i Paesi vicino a noi non faranno lo stesso finiremo per perdere viaggiatori e soldi. Un problema per tutti».

E in tutto il mondo c’è una sola banconota che vale di più, i mille franchi svizzeri, sempre viola ma un po’ più scuro. Allora è qui, negli affari della criminalità organizzata, che finiscono tutte quelle banconote fantasma? Possibile e per una ragione semplice: con il taglio da 500 le grandi somme finiscono per occupare pochissimo spazio. Due esempi che sono un classico nei corsi antiriciclaggio e vengono riportati anche nello studio di Bankitalia.  Sempre secondo i dati ufficiali della Banca d’Italia il numero di banconote da 500 prelevate ogni mille abitanti raggiunge il massimo nelle filiali di Como-Lecco e di Forlì-Cesena-Rimini-Cesena.Altro che banconota fantasma, dunque. Il bigliettone viola circola ma solo in alcuni ambienti e anche i falsari lo sanno. Nonostante la tentazione, il taglio da 500 è quello meno contraffatto in assoluto: solo lo 0,04% dei pezzi controllati da Bankitalia contro il 6,3% di quelli da 200.

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