Tredicesime piu’ leggere per la prima volta dopo 20 anni

28 novembre 2011
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Il monte delle tredicesime per la prima volta in vent’anni diminuirà, sarà di 800 milioni di euro in meno, il 2,2 per cento più basso rispetto al 2011. «Dopo un anno durissimo di rincari che hanno falcidiato i redditi delle famiglie costrette a indebitarsi per sopravvivere – spiegano i presidenti delle due associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti -, ora resterà davvero poco per festeggiare. Anche il Natale quindi sarà durissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 6,9 per cento. Almeno una famiglia su tre sarà costretta a tagliare le spese a causa dell’incerta situazione economica». Ecco come le tredicesime, che arriveranno complessivamente a 35 miliardi di euro, sono già state ipotecate per una buona fetta: per bollette, rate e prestiti se ne andranno 10,7 miliardi di euro (il 30,4 per cento del monte totale), l’assicurazione per l’automobile, che continua a pesare sulle tasche della gente, «in maniera ingiustificata visto che aumenterà del 15 per cento di fronte a una riduzione dei sinistri», si porterà via 5,6 miliardi di euro, il 16 per cento delle tredicesime, per pagare i mutui bisognerà mettere da parte 5,8 miliardi di euro. Non è però finita qui: 3,9 miliardi di euro di gratifica natalizia serviranno per pagare le tasse di auto e moto (11,4 per cento del totale), mentre 1,9 prenderanno la via del canone Rai, che verrà quest’anno ritoccato.

Le tredicesime che saranno pagate tra circa tre settimane saranno così distribuite: 10,2 miliardi ai pensionati (con un segno negativo dell’1,92 per cento rispetto al 2011), 9,2 miliardi ai lavoratori pubblici (meno 1,07 per cento), 15,6 miliardi ai dipendenti privati (meno 3,1 per cento) di agricoltura, industria e terziario. Solo un quinto, come spiegato da Adusbef e Federconsumatori, resterà nelle tasche degli italiani che si troveranno per giunta, ci racconta il Codacons, a spendere circa il 10 per cento in più per comprare l’albero di Natale, pandori e panettoni, e soprattutto giocattoli.«La principale causa dei rincari generalizzati – dice Carlo Rienzi del Codacons – è da ricercarsi nei provvedimenti del precedente governo su Iva e tante accise sui carburanti che hanno avuto effetti negativi sui listini, come anche l’Istat ha certificato».

 

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