Manovra pensioni: cambia tutto

1 dicembre 2011
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Ecco  i punti, a quanto è dato di sapere, sui quali si focalizzerà l’azione del nuovo governo in materia di previdenza: contributivo pro-rata, i «fortunati» del 1995, esonerati dall’applicazione del contributivo se avevano maturato a quella data almeno 18 anni di anzianità. Fortunati perché a loro si applica il più vantaggioso sistema retributivo;
i «parzialmente fortunati», cioè coloro che avevano, sempre entro il 1995, maturato meno di 18 anni di contribuzione. A loro si applica il sistema di calcolo pro-rata, ossia in base alla regola retributiva per l’anzianità maturata al 1995 e a quella contributiva per l’anzianità dal 1996;
gli «sfortunati», coloro che sono entrati nel mondo del lavoro a partire dal 1996, la cui pensione sarà interamente contributiva.L’introduzione del criterio contributivo per tutti, sarà comunque effettuato con il meccanismo del pro-rata. Riguarderà cioè la totalità dei lavoratori, indipendentemente dal numero degli anni contributi accumulati al dicembre ’95, ma varrà solo per i versamenti futuri (per la contribuzione versata dal 1° gennaio 2012). Questo significa che gli effetti negativi, il sistema retributivo è certamente più vantaggioso, saranno maggiormente attenuati, quanto più è vicina la data del pensionamento (e quanto maggiore sia la retribuzione pensionabile).

Quanto al pensionamento, stando alle indiscrezioni, la fascia di età stabilita nel 1995 (57-65 anni) dovrebbe essere adeguata all’aumentata aspettativa di vita e portata quindi a 62 (63)-68 (70) anni.Potrà essere consentito il pensionamento anticipato con età inferiore a 62 (63) anni, ma in questo caso l’assegno mensile verrebbe ridotto proporzionalmente all’anticipo. Come sarà peraltro consentito andare al di là dei 65 (68) anni, con una proporzionale maggiorazione dell’assegno mensile. Non è da escludere la possibilità di andare in pensione dopo i 4o anni a prescindere dall’età.

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