Spunta la super tassa su barche e lusso

3 dicembre 2011
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Una manovra da 25 miliardi di euro. Con nuove tasse e tagli rilevanti. In primo luogo arriva una super-tassa sulle barche e i beni di lusso. Stando alle anticipazioni, il pacchetto-casa prevederebbe l’incremento al 15-20% della percentuale di adeguamento delle rendite catastali dal 5% attuale per un maggior gettito fino a due miliardi, la reintroduzione dell’Ici sulle prime, accompagnata da agevolazioni o detrazioni legate al reddito.Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avvertito sulla «profondità della crisi economica» che richiede l’assunzione di «misure conseguenti in grado di conciliare il rigore con l’equità e di promuovere l’indispensabile crescita della nostra economia». Nel pacchetto manovra di lunedì dovrebbe esserci anche l’aumento delle aliquote Irpef di 2 o 3 punti per gli scaglioni oggi al 41% e 43% che passerebbero così al 43% e 45%. Possibile rinvio invece, per la revisione degli estimi catastali: la questione potrebbe essere demandata a una legge delega. L’ipotesi di cui si era parlato finora era una rivalutazione secca e immediata del 15%.

La manovra prevederebbe anche altre misure che porterebbero ad una maggiore liberalizzazione. Gli orari dei negozi verrebbero completamente liberalizzati e verrebbe eliminato qualsiasi ostacolo all’apertura di nuovi esercizi commerciali. Al via anche la vendita dei farmaci di fascia C, quelli a pagamento ma per i quali è richiesta la ricetta del medico, anche nelle parafarmacie. Arriva un piano per fronteggiare la grave situazione di emergenza dell’affollamento delle carceri che prevede risorse e capitale privato. «Al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento – si legge – è riconosciuta al concessionario, a titolo di prezzo, una tariffa comprensiva dei costi di investimento e di gestione dell’istituto penitenziario, da corrispondersi successivamente alla messa in esercizio dell’infrastruttura. La concessione ha durata non superiore a 20 anni». Inoltre, «le Fondazioni di origine bancaria possono contribuire alla realizzazione delle infrastrutture con il finanziamento di almeno il 20% del costo di investimento». L’eventuale aumento di alcune aliquote Iva non scatterebbe subito, ma verrà legato all’attivazione della clausola di stabilità prevista dalla delega fiscale.

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