L’era dei debiti emergenti

8 dicembre 2011
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Con i prezzi dei Btp che hanno bruciato circa il 10%, quelli dei Paesi in via di sviluppo hanno mostrato una propria forza relativa. I fondi specializzati su queste emissioni, infatti, sono riusciti a registrare performance positive da inizio anno al 18 novembre scorso, con punte comprese tra il 7% e l’8% per i prodotti in testa alla classifica di periodo. Come Morgan Stanley-ZH Emerging Markets Debt (7,98%), Pictet Funds Lux-HP Global Emerging Debt (7,03%) e Eurizon EasyFund Bond Emerging Markets (6,93%). Eric Baurmeister gestore del fondo Morgan Stanley-AH Emerging Markets Debt  adotta un rigido processo di investimento che combina criteri di allocazione di tipo macro economica (top-down) sui paesi con una strategia di valutazione sui singoli emittenti (bottom-up).Anche Simone Gervasi, gestore del fondo Eurizon obbligazioni emergenti, ritiene che la presenza di prestiti delle nuove economie aumenti la diversificazione del portafoglio, perché la correlazione con le emissioni dei Paesi sviluppati è piuttosto bassa.

Tra i 10 principali titoli in portafoglio al fondo Eurizon Easy Fund Bond Emerging Markets figurano titoli di stato italiani(Ctz, Bot e Cct) in quanto il benchmark del fondo prevede un 20% di buoni del Tesoro italiani, titoli di Stato del Sudafrica, dell’Indonesia, del Venezuela, dell’agenzia governativa brasiliana, gli Mbono statali messicani e un’emissione corporate della coreana Hana Bank garantita dal governo di Seul. Per quanto riguarda i rating, il fondo è esposto (98% del totale) tra la singola A e la singola B mentre la scadenza media del fondo è di 4,1 anni contro i 5,6 del benchmark.

Lue-Fong, gestore del fondo Pictet Global Emerging Debt dichiara, invece, che il suo obiettivo di medio periodo resta il sovrappeso dei bond emergenti denominati in dollari nei mercati che offrono il maggior potenziale di contrazione deglispread.

Tradotto in pratica, nel portafoglio del fondo figurano emissioni in dollari di Brasile, Turchia, Russia, Messico, Filippine, Indonesia, Sudafrica, Venezuela, Kazakistan, e Perù. Sul fronte dei cambi, il gestore mantiene posizioni corte (al ribasso) su rand sudafricano, peso messicano, baht thailandese.

 

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