Il capo di Google e i piani segreti

19 dicembre 2011
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L’nnovazione ci dà opportunità straordinarie, ma crea anche problemi: dalla privacy, ai posti di lavoro che scompaiono con l’automazione. Prima erano rimpiazzati dalla crescita di nuovi servizi, nuovi mestieri. Un recente studio del Mit di Boston dice che non è più così. Non vede limiti al processo schumpeteriano di «distruzione creatrice»?
«La sua – risponde Schmidt – è una buona domanda, anche se basata su un pregiudizio negativo. Le rispondo partendo, invece, da un pregiudizio positivo: il capitalismo è l’unico meccanismo che si è dimostrato capace di migliorare il tenore di vita delle società. Ma è un processo che causa anche sofferenze. La società cerca di attenuarle con strumenti come i sussidi di disoccupazione. Sono le regole del mercato globale e sono ineludibili. Le difficoltà dell’Europa vengono anche dalla difficoltà di adattarsi alla nuova realtà».

Eric Schmidt è il presidente di Google.«Secondo me la politica in Italia, in Europa, e in una certa misura anche negli Usa, non è riuscita a mettere a fuoco la sfida che ha davanti. Si fanno soprattutto scelte tattiche, anche se importanti: le pensioni, i sostegni dell’euro. Ma il vero problema è quello della competizione globale, dalla quale non ci possiamo ritirare. Puoi avere questo desiderio, ma se sei l’Italia che realizza un grande prodotto e poi i cinesi si mettono a farlo meglio di te, non hai alternative: devi cambiare. La gente, da voi come da noi, è molto arrabbiata per questo: ho fatto uno studio su questo per conto della Casa Bianca». E’ quindi attesa la nuova strategia che il presidente di Google interpreta in questo modo: “YouTube sarà più redditizia perché avrà più pubblicità. Ma non sarà più televisiva. Quello con la tv è un confronto che non amo perché il modello di business di YouTube è diverso: aiutare la gente a fare soldi coi contenuti che vengono prodotti e distribuiti autonomamente, ma su Internet. Anche i nuovi canali che stiamo creando riguardano il web. Poi, certo, è vero che spesso la gente preferisce seguire questi canali in Rete anziché guardare la televisione. Ma sono due cose diverse. Abbiamo anche una strategia per consentire all’utente di combinarle insieme, ma è affidata a Google TV. Arriverà in Europa nella prima metà del 2012”.

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