Sui nuovi prestiti i maxi-spread annullano i mini-tassi

23 dicembre 2011
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Il taglio di 25 centesimi del costo del denaro deciso dalla Bce giovedì scorso dovrebbe portare, a seconda del tasso a cui viene effettuato l’ammortamento del mutuo indicizzato e della durata residua, a una riduzione della rata mensile tra i 10 e i 20 euro su un debito attuale da 100 mila euro.La riduzione della rata per chi ha scelto a suo tempo il tasso variabile arriva al termine di un anno che ha visto, contrariamente alle previsioni fosche della vigilia, un incremento solo lieve degli interessi. Nella tabelle presentiamo la simulazione dell’andamento di un prestito da 100 mila euro a tasso variabile acceso alla fine del 2007, poco prima del precedente tsunami dei mercati, ed indicizzato all’Euribor trimestrale +1,5%. A 20 anni dalla prima rata di 727 euro si è passati al top di 771 euro registrato a fine 2008 per scendere a inizio gennaio 2012, se l’Euribor registrerà una diminuzione di 25 centesimi, a 477 euro. Ovvero 250 euro in meno rispetto a quattro fa. A 30 anni si passa da 612 euro della prima rata a 344 del prossimo gennaio; la riduzione rispetto all’avvio del prestito è di 268 euro.


In teoria della riduzione dei tassi dovrebbe avvantaggiarsi anche chi il mutuo lo sta per chiedere; ai valori attuali una discesa di 25 centesimi porta a una riduzione della rata iniziale di 13 euro su 100 mila finanziati a 20 anni. Nella pratica bisogna confrontarsi con la politica delle banche, che stanno drasticamente riducendo l’accesso al credito e che hanno rialzato, come abbiamo già documentato nelle scorse settimane, gli spread, sia sui finanziamenti variabili sia su quelli fissi. Anche i prodotti offerti a tassi più vantaggiosi oggi partono da spread superiori al 2% e ci sono istituti che arrivano al 3%.Stando alle ultime stime due terzi delle domande di mutuo si indirizzano sul variabile e il trend presumibilmente si accentuerà nelle prossime settimane. L’Euribor dovrebbe ancora scendere nei prossimi mesi: i future sul valore del trimestrale scommettono su un livello dell’ 1% entro settembre 2012, bisogna però rilevare che, con gli spread attuali, una risalita dei tassi nei prossimi anni potrebbe avere conseguenze pesanti sulla sostenibilità delle rate.

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