CcT euribor linked, vediamo cosa sono

31 dicembre 2010
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Da circa sei mesi sono presenti sul mercato una nuova categoria di titoli obbligazionari, che ha il compito di sostiuire i vecchi CcT, i certificati di credito del tesoro, legati al rendimento dei BoT.

Come si sa, il mercato non ha mai amato i titoli, il cui rendimento fosse legato ai BoT, per cui, al fine di ottenere un maggiore riscontro sui mercati e, quindi, anche una maggiore liquidità, verso la metà del 2010, la Banca d’Italia ha comunicato l’emissione dei nuovi CcT euribor linked, cioè nuovi certificati, il cui rendimento è legato ai tassi Euribor a 6 mesi, con cedole semestrali.

Ad oggi, questo tipo di certificati obbligazionari non ha ancora ottenuto i risultati sperati, forse a causa anche della loro scarsa conoscenza sui mercati, essendo un prodotto finanziario nuovo.

Eppure, a ben vedere, potrebbe trattarsi di una forma di investimento più remunerativa, e a tal proposito, vi presentiamo qualche cifra. Nel mese di giugno, quando sono stati emessi per la prima volta, i CcT euribor linked sono stati collocati nelle due aste a 1,80% e all’1,85%. I più tradizionali CcT legati ai BoT davano, nel contempo, rendimenti dell’1,52%, cioè circa 30 punti base in meno (lo 0,3%).

Lo stato ha dovuto, quindi, sborsare di più, ma gli investitori ci hanno guadagnato.

Ricordiamo che i vecchi CcT davano e ancora danno un rendimento, pari al tasso dei BoT + uno spread dello 0,15%.

Se guardiamo ai rendimenti dell’asta di ieri, i titoli CcT a 5 e a 7 anni hanno garantito rendimenti, rispettivamente del 2,8% e del 2,92%. Nell’asta del giorno precedente, i BoT hanno reso l’1,698%, in salita sull’ultima asta. Ma, se facciamo un breve calcolo, sommando al rendimento dei BoT lo spread dello 0,15%, previsto per i vecchi CcT, non si va oltre il 1,848%, ben un punto in meno del rendimento dei nuovi CcT a 5 anni.

Malgardo ciò, anche all’asta di ieri, i nuovi CcT hanno riscontrato un’accoglienza fredda sui mercati, forse a causa della loro scarsa diffusione e conoscenza.

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