Perché la benzina aumenta ancora

30 dicembre 2011
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Il prezzo della benzina ha raggiunto un nuovo record, 1,723 al litro, così come il gasolio che ha toccato quota 1,698. Il rialzo – di un centesimo per la verde, di mezzo per il diesel – riguarda per ora solo Eni ed Esso come osserva il giornale specializzato «Staffetta quotidiana».  Il governo di Tripoli ha annunciato di voler rivedere «alla luce degli interessi della Libia» i contratti firmati in passato dal regime di Gheddafi con l’Eni. La compagnia precisa che i contratti da rivedere «non hanno nulla a che fare con il petrolio o con il gas naturale» e che invece riguardano «iniziative in materia sociale». Da Tripoli il comunicato del governo di transizione spiega che le «compagnie straniere dovranno provare di essere state dalla parte della Libia e non del regime: l’Eni dovrà darne prova giocando un ruolo significativo nella ricostruzione». Alla fine – spiega Filippo Cotalini, portavoce della compagnia – «potrebbe trattarsi della costruzione di infrastrutture, come un ospedale o un palestra». Ma effetto Libia oppure no a guardare i prezzi vengono le vertigini.
Rispetto all’inizio dell’anno il prezzo della benzina è cresciuto del 18%, quello del gasolio addirittura del 27%. Ormai sono pari, con buona pace di chi pensa ancora che il diesel faccia risparmiare. E pesano sempre di più sul bilancio di ogni famiglia. Tra calcoli e confronti ci si potrebbe pure divertire. La Coldiretti ci dice che in media un pieno costa più di un cenone di San Silvestro: 77 euro contro 75. Il Codacons sostiene che rispetto all’anno scorso, solo nel periodo delle feste, spenderemo 215 milioni di euro in più. La Confederazione italiana agricoltori afferma che, infilando nel conto anche bollette e trasporti, spendiamo più per i carburanti che per mangiare: 470 euro al mese contro 467.Il governo Monti conta di approvare entro gennaio un piano per favorire la concorrenza proprio nel settore della distribuzione.

 

 

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