Licenziamenti Omsa, su Facebook parte il boicottaggio dei collant

3 gennaio 2012
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Omsa, parte del gruppo Golden Lady Company con sede a Castiglione delle Stiviere, Mantova, e proprietario non solo del marchio Omsa, ma anche di altri nomi famosi come Sisi e Golden Lady, si trova “protagonista” dell’evento ” Mai piu’ Omsa”. E’ uno dei quegli eventi virtuali, senza appuntamento reale, che si possono creare su Facebook: quasi senza data, chiede solo l’impegno, nel futuro, di non comprare calze e prodotti del  noto marchio. Alle ore 12 del 3 gennaio, a meno di 48 ore dalla creazione, l’evento “Mai più Omsa”, lanciato dall’utente Massimo Malerba (la cui omonimia con un altro noto marchio di produttori di calze non deve trarre in inganno) aveva raccolto tra gli utenti Facebook oltre 17mila iscritti.

Una notizia definita dai sindacati un «colpo di mano», un comportamento «arrogante» da parte dell’azienda manifatturiera. Che avrebbe deciso già nel 2010 di spostare la sua produzione da Faenza alla Serbia, all’interno di un piano di ristrutturazione globale. Ecco perché in Rete si chiede ora di non facilitare il lavoro di un’azienda che «licenzia le sue dipendenti», boicottandone i prodotti, ma anche, più sensatamente, si propone di far circolare la notizia per «far cambiare idea alla proprietà». E gli utenti iscritti crescono a ritmi di una decina al minuto.Omsa,ha risposto con questo commento:”«Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di vista e abbiamo conversato con voi più volte riguardo a tali avvenimenti. Rimaniamo aperti alla discussione, ma per una serena convivenza di chi utilizza la nostra community per altri scopi i commenti off topic o con un linguaggio scorretto verranno moderati”. A supportare la causa delle operaie Omsa nacque anche un documentario (“Licenziata”) firmato dalle “brigate teatrali dell’Omsa” e nei mesi scorsi vari tentativi di boicottaggio.

 

 

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