Bankitalia: occupazione non cresce

17 gennaio 2012
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Dopo i robusti incrementi del 2010, si è arrestata anche la crescita del lavoro interinale: ad ottobre è stata registrata una riduzione pari al 3,8% delle ore retribuite rispetto al 2010»; il numero di occupati equivalenti è diminuito, al netto dei fattori stagionali, di 5 mila unità rispetto al picco di luglio. La flessione del rapporto deficit/pil sarebbe «accentuata» con un ritorno dello spread ai livelli dell’estate scorsa. In questo caso, scrive la Banca d’Italia, nel 2013 il Pil tornerebbe a crescere e «verrebbe sostanzialmente conseguito il pareggio di bilancio». Le tre manovre correttive disposte tra luglio e dicembre hanno effetti strutturali valutabili in 80 miliardi e permettono di conseguire nel 2013 un avanzo primario nell’ordine del 5% del Prodotto interno lordo. In un anno, dall’ultimo trimestre 2010 allo stesso periodo 2011, la capitalizzazione delle società italiane in Borsa è scesa di quasi 100 miliardi (da 425 a 332), l’ incidenza sul Pil si è ridotta dal 27 al 21% .

In poche parole la brutta conferma arriva proprio da Bankitalia la quale commenta in una nota:” Il recupero dell’ occupazione iniziato nell’ultimo trimestre del 2010 si è arrestato negli ultimi mesi dello scorso anno»: l’ennesima conferma del lavoro che non cresce arriva dalla Banca d’Italia. «In ottobre e in novembre – è scritto nel Bollettino – vi sarebbero stati un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione, che tra i più giovani ha raggiunto il 30,1 per cento». Inoltre, «anche se continua a ridursi il ricorso alla cassa integrazione, peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali”.

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