Sale al 16% il tasso medio per chi sconfina

24 gennaio 2012
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Rispetto al febbraio 2011 la spesa annua per un deposito bancario-tipo per una famiglia con media operatività è aumentata del 3,2%, toccando i 136,65 euro, contro un’inflazione 2011 ferma al 2,7%. In compenso, però, diverse banche, come Unicredit, Bpm e Bnl (che l’aveva introdotta, ma alla fine non l’ha mai applicata), hanno deciso di abolire l’odiata commissione per il prelievo di contante allo sportello, sulla quale nei mesi scorsi si erano mossi l’Antitrust e il Garante dei prezzi. È del resto atteso entro l’estate l’esito della seconda indagine sui costi e sulla mobilità dei conti correnti, avviata dall’Autorità generale per la concorrenza anche in risposta alle proteste su questo tema: le banche stanno rispondendo ai questionari.S’impennano i tassi per chi va in rosso e superano di slancio il 16% medio, quasi due punti in più rispetto a un anno fa. Mentre salgono ancora, qua e là, i costi dei conti correnti, già rincarati in media del 2,9% lo scorso gennaio sui 12 mesi precedenti.

Continuano poi a pesare, per chi va in rosso, le voci variabilissime che hanno sostituito la commissione per il massimo scoperto: fino a 150 euro al trimestre in Unicredit, fino a 100 euro in Intesa Sanpaolo eMps, addirittura fino a 250 in Bpm. Si attendono gli effetti, entro marzo, del decreto Salva Italia, che prevede (articolo 6 della legge 214 del 22 dicembre) che queste spese extra, penalizzanti, siano sostituite da una commissione proporzionale ai costi sostenuti dalla banca per la messa a disposizione del denaro. Una norma per compensare la spinta ad aprire il conto corrente, per pensionati e dipendenti pubblici, dopo il divieto, nel «Salva Italia», di ricevere in contanti pagamenti dall’amministrazione pubblica oltre i mille euro.

 

 

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