Christine Lagarde mostra la borsa al Forum di Davos

30 gennaio 2012
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Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), non ha usato giri di parole al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, per chiedere ancora una volta aiuti per far fronte alla crisi dell’Eurozona. «Sono qui, con la mia piccola borsa, a raccogliere denaro». Lagarde ha ribadito la disponibilità dell’Fmi a sostenere la crisi finanziaria europea e ha sollecitato i Paesi membri del Fondo a «dimostrare il proprio sostegno» per contribuire a una soluzione della crisi del debito. La funzione del Fmi, ha detto la Lagarde, è quella di «agire da propagatore di fiducia e stabilità. Nessuno è immune dalla crisi, non siamo stati mai così connessi e quindi questa non è solo una crisi della zona euro».

Alcuni Paesi dell’Eurozona hanno la flessibilità necessaria a spingere la crescita per aiutare la ripresa dell’economia dell’area, ha aggiunto Lagarde. Senza nominare la Germania, la direttrice generale dell’Fmi ha detto che non tutti i membri dell’euro devono adottare tagli per ridurre il debito allo stesso ritmo o allo stesso livello. «Alcuni devono andare avanti veloci con il consolidamento fiscale, ma altri hanno più tempo», ha detto. Finora la cancelliera Angela Merkel ha respinto gli inviti dell’Fmi per un rafforzamento degli strumenti del futuro Esm (European stability mechanism), il Fondo permanente di salvataggio dei Paesi in difficoltà che dovrebbe disporre di almeno 500 miliardi di dollari in più rispetto ai 385 della dotazione attuale. Ma in Germania qualcosa sembra muoversi. Secondo il settimanale economico Wirtschaftswoche, che cita fonti governative, Berlino sarebbe disposta a rafforzare il fondo Esm facendovi confluire i 290 miliardi inutilizzati del vecchio fondo già usato per Grecia, Irlanda e Portogallo. Due banchieri presenti agli incontri privati a Davos riferiscono alla Reuters che gli Usa vorrebbero addirittura un raddoppio del salvataggio europeo a 1.500 miliardi di euro.

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