Deputati, tutte le misure sul taglio

31 gennaio 2012
Di

Sono state approvate  una serie di misure in tema di trattamento previdenziale ed economico dei deputati, finalizzate all’ulteriore contenimento delle spese connesse all’esercizio del mandato. Le misure adottate prevedono l’approvazione  del regolamento applicativo del nuovo sistema previdenziale per i deputati, basato sul metodo di calcolo contributivo, che – a seguito della decisione già assunta lo scorso mese di dicembre – ha sostituito il vitalizio a partire dal 1° gennaio di quest’anno. La nuova disciplina prevede: a) l’accesso al trattamento a 65 anni, con un periodo contributivo minimo di 5 anni (per ogni anno di mandato ulteriore, l’età è diminuita di un anno con il limite inderogabile di 60 anni). Tale requisito vale per tutti i deputati cessati dal mandato, indipendentemente dalla data di inizio del mandato parlamentare.


I deputati – secondo quanto ratificato dall’ufficio di presidenza 
con il voto contrario dell’Idv e l’astensione della Lega – subiranno una decurtazione delle competenze loro spettanti: il taglio oscilla tra i 1.250 e i 1.500 euro se si calcolano anche la diaria (-500 euro) e l’indennità lorda (-500 euro) che dal 2006 ha avuto una contrazione del 20 per cento. Dal 1o marzo, poi, i deputati non potranno più assumere senza «pezze d’appoggio» i collaboratori: su questo punto si è arrivati a un compromesso nella misura in cui gli onorevoli dovranno giustificare «con apposita documentazione» almeno la metà della somma mensilmente ricevuta (1.845 dei 3.690 euro) per i portaborse ma anche per le spese di segreteria e di propaganda politica. Questo sistema, che premia ancora i versamenti ai gruppi di appartenenza, sarà provvisorio perché l’ufficio di presidenza ha sollecitato l’assemblea a varare una legge entro la legislatura.
Così il presidente del Consiglio
 non ha perso tempo varando il dpcm che prende come riferimento, per stabilire il tetto massimo retributivo per i manager di Stato, il trattamento economico del primo presidente della Cassazione (dopo i tagli di agosto si parla di 9-10 mila euro netti al mese). Oltre non si potrà andare anche perché il decreto prevede anche che i dipendenti collocati fuori ruolo presso altre pubbliche amministrazioni (ad esempio un magistrato del consiglio di Stato o un prefetto) potranno guadagnare al massimo il 25 per cento in più rispetto al «trattamento economico fondamentale».

 


 

Tag: , , , , , , , , ,

Lascia un commento



Letture