Dollaro si apprezza su euro, in attesa delle aste europee

5 gennaio 2011
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Il dollaro si apprezza contro l’euro, in questo primo scorcio di seduta odierna. A dare forza al biglietto verde sono i dati macroeconomici degli USA, che indicano un’economia in piena ripresa; i dati sull’occupazione di dicembre rivelano la creazione di 100 mila posti di lavoro nel settore privato, che si aggiungono ai 93 mila creati a novembre. Tuttavia, il buon andamento dell’economia americana non riesce a dare una sferzata al dollaro contro la divisa europea, frenato dalla politica accomodante della Federal Reserve, che proprio ieri ha confermato la strategia dei bassi tassi, sia in sostegno dell’economia, ancora dall’andamento non robusto, sia al fine di finanziare la spesa federale, senza appesantire il già disastroso budget americano.

La politica dei tassi zero, quindi, a breve non garantirà al dollaro un rafforzamento delle posizioni contro l’euro. Quanto alla moneta unica, il suo andamento contro la divisa americana potrà delinearsi realmente, dopo il superamento del fuoco di sbarramento, che essa dovrà subire in queste prime settimane del 2011, con aste importanti di titoli di stato, che confermeranno o meno la stabilità dei mercati finanziari di Eurolandia.

A tal proposito, bisogna sottolineare come proprio oggi sia in programma l’asta dei titoli portoghesi, il Paese periferico più a rischio; mentre domani spetterà alla Francia. Se ci dovessero essere tensioni sui mercati, con rialzi sostenuti dei rendimenti e domanda insufficiente, è evidente come l’euro sia destinato, a breve, a subire perdita di terreno verso il dollaro.

Non escluso il supporto cinese alle aste dei Paesi periferici europei; ciò garantirebbe ai mercati quella serenità necessaria a tenere stabili i rendimenti dei bonds, nonchè a coprire il fabbisogno. 

Banco di prova potrebbe essere proprio l’asta tedesca di 5 miliardi, il cui nadamento potrebbe riflettere le aspettative dei mercati, anche in riferimento ai titoli periferici.

L’equilibrio euro/dollaro si giocherà tutto su fattori, quali la politica Fed sui tassi, la crescita dell’economia USA e il risanamento dei conti pubblici europei.

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