Commodities, boom di prezzi e trend in salita

6 gennaio 2011
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Non siamo ancora ai livelli di picco, raggiunti nella fase di maggiore rialzo dei prezzi, tra il 2007 e il 2008, ma di certo le quotazioni delle commodities hanno raggiunti livelli molto alti, tanto che una nota della Fao si impensierisce sulle conseguenze di possibili crisi alimentari nel modo.

L’indice di sintesi di ben 55 materie prime ha infatti toccato quota 214,7 punti, il 4,2% in più in un mese e il 24,5% in aumento dall’anno scorso. E il picco non è ancora stato raggiunto.

A registrare maggiori aumenti sono la carne e lo zucchero, cresciuti rispettivamente in un anno del 19,2% e del 18,4%, a causa principalmente questi ultimi, dell’aumento del costo dei mangimi per animali.

La ripresa globale, in atto nell’occidente, ha rinvigorito la domanda, già sostenuta nell’est asiatico, in piena crisi.

Si è fatto sentire il prezzo del petrolio, che in piena recessione globale aveva toccato quota 40 dollari al barile, dopo avere raggiunto il picco del 2008 con 144 dollari al barile. L’oro nero, al momento, oscilla intorno a un prezzo di 90 dollari al barile, dopo la riunione del mese scorso dei Paesi Opec, che hanno deciso, per questo periodo, di mantenere inalterata la produzione, per non compromettere la ripresa mondiale. Ma alcuni Paesi produttori come l’Iran parlano già di un obiettivo minimo di 100 dollari al barile, e la discusione potrebbe riaprirsi già in primavera, quando una ripresa più consolidata in occidente darà l’alibi all’Opec per un rialzo del prezzo, chiudendo in parte i rubinetti.

L’aumento del prezzo degli alimentari, invece, colpirebbe soprattutto i Paesi in via di sviluppo, il cui deficit aumenta; a livello mondiale, il valore delle importazioni alimentari ammonta a 1.026 miliardi di dollari, contro l’apice dei 1031 miliardi del 2008, con un aumento del 15% nel 2010, rispetto all’anno precedente.

Ciò nonostante, investire in commodities, attraverso titoli futures, al momento è un suggerimento valido, in quanto i relativi prezzi sono destinati a crescere, con l’aumento dei tassi di crescita dei Paesi occidentali. E il meccanismo dei futures permette in poco tempo rapidi guadagni, con investimenti minimi.

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