Dow theory, la teoria di Dow

9 gennaio 2011
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Charles Henry Dow - teoria di DowLa Dow theory è la teoria elaborata da Charles Dow, da cui ovviamente prende il nome. Questo personaggio è lo stesso da cui trae il nome anche il famoso indice americano Dow-Jones e Jones Edward era infatti suo socio in affari. I lavori e le ricerche di Dow non furono da lui direttamente pubblicate, ma fu Robert Rhea a scrivere un testo intitolato “The Dow Theory” nel 1932 tramite il quale raccoglieva il pensiero di Charles Dow.

La teoria di Dow, con la quale il suo autore si consacra il padre dell’analisi tecnica moderna, ha una grande valenza nell’ambito dell’identificazione delle maggiori tendenze del mercato e loro variazioni; tuttavia ciò che questa teoria non prende direttamente in considerazione è l’effettiva durata e ampiezza delle oscillazioni di prezzo.

Nata principalmente per il mercato azionario, la teoria di Dow è comunque tranquillamente applicabile su vari mercati e strumenti finanziari. La Dow theory ripone i suoi punti cardine nei seguenti concetti:

  • Le medie scontano tutto

C’è da precisare subito che con il termine medie si intende quelli che oggi vengono più comunemente chiamati indici. Come introdotto nell’articolo dedicato all’analisi tecnica con “scontano tutto” si intende il fatto che il prezzo incorpora in se tutte quelle che sono le conoscenze passate e attualizza quelle che sono le aspettative future.

  • Il mercato ha tre trend

Nel mercato, allo stesso tempo, vi possono essere più tendenze in atto contemporaneamente. Si ha la tendenza primaria di durata il cui periodo varia da meno di un anno a diversi anni, la tendenza secondaria che varia dalle tre settimane a diversi mesi e la tendenza minore che può variare da poche ore alle tre settimane e solitamente è la più facilmente influenzabile dalle notizie. Dow aveva calcolato che le correzioni di movimenti di livello inferiore rispetto a quello maggiore, solitamente ritracciavanto di 1/3 o 2/3 del movimento precedente.

  • Le linee

Con il termine linee vengono indicati i movimenti di prezzo della durata di un paio di settimane durante la quale gli indici si scostano non più del 5% dalla loro media. Sono le così dette fasi laterali di mercato.

  • Il volume deve confermare il trend

Le relazioni tra prezzo e volumi scambiati sono fondamentali. I volumi devono espandersi nella direzione del trend primario e contrarsi invece nelle fasi di correzione. Contrazione in un trend primario potrebbe indicare una sua inversione.

  • Il prezzo determina la tendenza

Le indicazioni di un trend al rialzo sono fornite dalla successione di massimi e minimi sempre crescenti, mentre un ribasso avrà una successione di massimi e minimi decrescenti. Una tendenza in atto la si suppone sempre in essere fino a una prova valida di interruzione.

  • Gli indici devono confermarsi a vicenda

Dow nella sua teoria utilizzava due indici, l’industrial e il transportation, affermando che questi avrebbero dovuto sempre essere in accordo. In un’economia sana e in crescita infatti sia le industrie che i trasporti dovrebbero aumentare i propri guadagni.

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