Conad investe e cresce

10 gennaio 2011
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La strategia del gruppo Conad è finalizzata ad ampliare l’offerta e promuovere la marca commerciale ridefinendo anche la funzione d’uso e le insegne di un migliaio di punti di vendita. Per i prossimi tre anni sono previste 266 nuove aperture e 5.800 nuovi posti di lavoro, duemila dei quali nel Meridione. Nei programmi un’ulteriore spinta all’innovazione di prodotto e di servizio.

Nonostante il ristagno dei consumi delle famiglie e le incerte prospettive del mercato del lavoro, Conad cresce anche nel 2010: il giro d’affari ha raggiunto i 9,775 miliardi di euro, il 5,1 per cento in più rispetto allo scorso anno, e la quota di mercato si è attestata al 9,9 per cento (16,3 per cento con Interdis e Rewe Italia). I dati sono stati presentati dall’amministratore delegato di Conad Camillo De Berardinis e dal direttore generale Francesco Pugliese in occasione del tradizionale incontro di fine anno con la stampa.

Per il triennio 2011-2013 Conad ha messo in cantiere l’apertura di 266 nuovi punti di vendita in tutte le regioni italiane, con un investimento di 770,450 milioni di euro e la creazione di 5.800 nuovi posti di lavoro. Al meridione sono previste 160 aperture con oltre 2.100 nuovi posti di lavoro per un investimento di 190 milioni euro. Le politiche commerciali rispondono alle esigenze dei clienti. In questo momento è indispensabile produrre la massima efficienza, essere capaci di anticipare nuovi modelli di consumo e nuove spinte consumeriste, contemplando anche il contenimento della proliferazione di prodotti. Le famiglie acquistano prodotti di qualità ma convenienti oppure l’eccellenza alimentare. Per questo Conad spinge sulla marca commerciale e sulla linea premium Sapori&Dintorni Conad. Vuole emergere da una certa omogeneità e ha la certezza che razionalizzare quanto mette sugli scaffali si tradurrà in una maggiore trasparenza dei rapporti contrattuali e, dunque, in vantaggi per l’industria, per il cliente, per Conad.

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