BoT in rialzo di rendimento, ma mercato risponde

12 gennaio 2011
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Ieri, il Tesoro ha collocato 7 miliardi di titoli BoT annuali, minori dei 7,5 miliardi di titoli che deve rimborsare, delineando una tendenza alla minore accumulazione di debito pubblico.

Il riscobtro sul mercato è stato positivo, con un bid-to-cover di 1,6, vale a dire la richiesta del mercato è stata 1,6 volte i 7 miliardi offerti dal Tesoro; inferiore rispetto al 2 dell’ultima asta di dicembre, ma va detto che la cifra era qui abbastanza importante.

Malgrado il riscontro del mercato di tutte le aste precedenti, il Tesoro non ha voluto rischiare, preferendo offrire un rendimento di poco superiore alla precedente asta BoT di dicembre, a un tasso del 2,067%, rispetto al precedente 2,014%; un incremento di pochi centesimi, circa 5 bp, non tale da allarmare i mercati o lo stesso Tesoro.

Ad ogni modo, si conferma la tendenza alla lievitazione dei tassi sul debito, processo che potrebbe intensificarsi nelle prossime aste, quando sono previste bufere sui periferici e semi-periferici.

Nel raffronto con gli altri Paesi a rischio, l’Italia mantiene ancora uno spread accettabile con i Bund tedeschi, ma che si allarga, così come con gli Euribor. Il differenziale dai primi sui BoT a un anno sale a 140 bp, rispetto agli Euribor a circa 70 bp. Certp, nulla di paragonbabile all’ultima asta greca di titoli a sei mesi, con rendimenti a quasi il 5%, e spread di oltre 400 bp con i Bund.

Già oggi con l’asta BTp avremo conferma se la tendenza rialzista dei tassi si consoliderà e in quali proporzioni. Appare scontato un ulteriore rialzo sugli annuali e soprattutto sui titoli a lunga scadenza, proprio quelli collocati all’asta oggi.

Quanto alla liquidità sui mercati, oggi si è avuta conferma che essa sia sufficiente a garantire il buon successo delle aste, in particolare di quelle italiane, ancora non particolarmente colpite dalla sfiducia dei mercati. Ma questi ultimi sono semmai colti da un sentiment negativo, che non può non ripercuotersi sui nostri titoli, avendo l’Italia parametri di debito pubblico molto negativi.

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